erba sintetica, guida completa

In principio era l’erba, semplicemente erba. Un soffice, morbido e irregolare manto erboso copriva vasti terreni, giardini, campi sportivi di tutto il mondo. Finché gli uomini non decisero che fosse conveniente provare ad imitare la natura, oltre che assecondarla, cercando di riprodurre l’erba in laboratorio.
La scoperta può essere fatta risalire al 1965, quando un gruppo di ricercatori della North Carolina State University creò il primo manto di erba artificiale, che fu installato nello stadio coperto Astrodome di Houston, in Texas.

A suo modo questa fu una piccola rivoluzione perché, come spiegheremo più avanti, consentì notevoli risparmi in quanto a costi di manutenzione.

All’inizio i costi di produzione di un manto erboso sintetico non erano propriamente bassi, ciò fece si che la loro diffusione su larga scala iniziasse circa cinque anni dopo rispetto alla sperimentazione originale. I primi campi completamente rizollati in erba artificiale si trovavano negli Stati Uniti, successivamente alcune società calcistiche inglesi decisero di provare questa nuova soluzione (siamo negli anni ‘80), finché essa non fu vietata dalla English Football Association, nel 1988.

Tale decisione scaturì dalle lamentele di pubblico, che sosteneva di avere una peggiore visuale, e giocatori, che trovavano l’erba artificiale meno morbida di quella naturale, dunque più pericolosa.

Successivamente anche UEFA e FIFA si accodarono alla decisione della English Football Association e vietarono l’utilizzo dell’erba sintetica, senza però rinunciare alla possibilità di condurre esperimenti in merito, al fine di migliorare e rendere fruibile questa tecnologia. Questo passaggio ci conduce direttamente ai primi anni 2000, quando sono stati raccolti i frutti di decenni di studio e molti campi da calcio sono stati interamente rizollati.

Ad oggi alcuni dei più importanti stadi italiani hanno un manto erboso interamente artificiale. Tra i più noti possiamo citare il “Luigi Ferraris” di Genova, il “Carlo castellani” di Empoli e il “Giuseppe Meazza (San Siro)” di Milano.

 

Cos’è il prato sintetico?

Giardini d'Arredo e LandscapePrima di dare una definizione di prato sintetico è doveroso sottolineare come oggigiorno sia completamente cambiata la concezione degli spazi aperti e il modo di viverli. Probabilmente, anzi certamente, i tuoi nonni non avrebbero mai immaginato di sentir parlare un giorno di erba “finta”. Proprio loro che vivevano in costante contatto con la natura, che alla natura regalavano gran parte della propria vita e ricevevano in cambio sostentamento per vivere.

Sai bene che oggi non è più così. Il tempo per stare all’aria aperta sembra essersi magicamente ridotto, figurarsi quello da dedicare alla cura di tutto quanto vive al di fuori della nostra porta.

Rileggi con attenzione il paragrafo precedente e combinalo con la necessità, ormai evidente, di passare qualche ora all’aperto per migliorare lo stile di vita, fare una semplice passeggiata, giocare con i bambini al parco o fare sport. Eccoti servita la ricetta alla base di questa invenzione.

Quindi cos’è un prato sintetico? Non è altro che la riproduzione fedele di un prato naturale, dell’erba “vera”, con diversi livelli di somiglianza che variano al variare della qualità.

L’erba sintetica viene anche definita moquette per esterno perché il suo utilizzo si sta allargando sempre di più alle abitazioni private, oltre che alle strutture sportive, ed in virtù di questa grande diffusione essa viene scelta sempre più spesso come elemento ornamentale di giardini, aiuole, bordure di vialetti e parti esterne delle piscine. Una vera e propria pavimentazione alternativa insomma, capace di coniugare tratti estetici eleganti, resistenza e comodità.

I filamenti di erba sintetica sono realizzati con materiale tessile, ricoperto di un composto in lattice e passato in forno (tramite il processo di vulcanizzazione) per fare in modo che il lattice aderisca alla perfezione al materiale tessile e duri a lungo.

Questo procedimento permette di generare un prodotto finito non molto dissimile dall’erba naturale, di cui riproduce i principali pregi ed elimina gran parte dei difetti o, se preferisci, dei disagi ad essa legati.

 

Tipologie di erba sintetica

Giardini d'Arredo e LandscapeLe tipologie di erba sintetica presenti in commercio sono davvero tante e molto eterogenee. Esse possono differire per una serie di aspetti che vanno dalla lunghezza dei fili, al colore, alla densità, fino alla destinazione per cui sono progettate.

Prendiamo ad esempio un manto di erba a pelo cortissimo, altrimenti definito manto a pelo raso. Esso difficilmente viene utilizzato in uno spazio esterno come un giardino, non solo perché la resa estetica e la qualità lo renderebbero poco consono al contesto, ma principalmente perché esistono in commercio soluzioni migliori per quello specifico uso.

Un manto a pelo raso potrebbe invece essere destinato alla copertura del piano di un tavolo da biliardo.

Allo stesso modo si potrebbe scegliere una moquette per rivestire un ambiente interno, quale potrebbe essere l’angolo elegante di un ristorante o la sala giochi per i bambini.Viceversa, se il manto erboso dovesse essere installato in un giardino esterno, si dovrebbe optare per una tipologia più simile all’erba naturale, quindi dal pelo più lungo.

La lunghezza dei fili dunque, può essere una discriminante non da poco nel momento della scelta. Le varianti più comuni possono essere classificate in tre categorie:

  1. Stuoie: che a loro volta si dividono in stuoie a telo basso e stuoie con manto a 14 mm
  2. Moquette
  3. Professionale

Le stuoie sono più simili ai tappeti che a un manto erboso vero e proprio. Esse costituiscono una soluzione piuttosto economica da utilizzare ad esempio negli ambienti chiusi, o in altri luoghi in cui non ci sia un manto di erba vera da ricoprire.

Questo discorso può essere considerato valido per entrambe le tipologie di stuoie poiché, seppure quello con manto a 14 mm abbiano un impatto estetico migliore, non possono essere minimamente paragonate ai modelli di lunghezza superiore.

Anche la moquette non ha uno spessore molto elevato, essa infatti si contraddistingue per la liscezza della superficie, una buona resistenza alla luce e l’assenza di ciuffi molto sporgenti. Queste caratteristiche la rendono ovviamente superiore rispetto alle stuoie da un punto di vista qualitativo, sebbene le occasioni d’uso delle due tipologie siano assimilabili.

L’erba professionale nella maggior parte dei casi ha una radice fatta in paglia che deve essere ancorata alla superficie sottostante, sia essa il terreno o un qualsiasi altro materiale. Nella parte esterna, invece, i fili sono rivestiti in polipropilene, un materiale termoplastico molto resistente e particolarmente indicato per limitare i danni degli agenti atmosferici avversi.

La lunghezza dell’erba professionale è sicuramente superiore a quella di una stuoia o di una moquette, ma può comunque variare in base alla destinazione d’uso (ad esempio un prato esterno privato o un campo sportivo, per il quale esiste un regolamento specifico che impone delle dimensioni ben precise). Ciò che distingue davvero un prato in erba sintetica professionale dagli altri è la morbidezza e la somiglianza in tutto e per tutto con l’erba vera, caratteristiche possibili grazie alla presenza di una fibra più lunga e ritorta.

 

Come dicevamo i fattori che ci aiutano a distinguere tra le varie tipologie di erba sono molteplici e non dobbiamo basarci solo sulla lunghezza. Andiamo a vederne altri.

Se ti è già capitato di vedere un tappeto in erba sintetica, ti sei certamente chiesto se e quanto effettivamente somigliasse a quella naturale. La risposta a questa domanda va cercata anche in una valutazione dello spessore di ogni singolo filo, nonché della densità, ovvero del numero complessivo di fili presenti sul tappeto in rapporto alle dimensioni dello stesso.

In linea di principio potrai agevolmente intuire che maggiore è lo spessore (misurato in millimetri), più elevata è la densità, migliore sarà la verosomiglianza. In taluni casi il tappeto potrebbe essere composto di fili più spessi ma con bassa densità; se così fosse il prato sarebbe soggetto ad un antiestetico effetto schiacciamento, a cui sopperire con l’inserimento di un substrato utile a sorreggere i fili e inspessire la struttura nel suo complesso.

Da non trascurare, nel caso di erba sintetica professionale, è la possibilità di scegliere una doppia colorazione, o una colorazione sfumata. Essa consiste nel colorare i fili con diverse tonalità di verde durante tutta la loro lunghezza; ciò conferisce al manto un effetto ottico migliore e una maggior somiglianza all’erba naturale in qualsiasi condizione di luce e da ogni angolazione possibile. Qui puoi vedere alcuni esempi di prati professionali per giardini eleganti, realizzati tenendo conto di tutti i fattori appena elencati.

Nel caso in cui il grado di veridicità non sia tra le tue priorità, vuoi perché la moquette è destinata ad un’area giochi per bambini, vuoi perché semplicemente desideri posizionarla in un luogo poco visibile, o per una pura preferenza estetica, hai persino la possibilità di scegliere colorazioni alternative e fantasiose per il tuo tappeto, che spaziano dal bianco al nero, passando per un audace rosso o blu.

 

Caratteristiche particolari

DSCN6157Non tutte le persone che decidono di installare un prato sintetico desiderano che lo stesso abbia una funzione esclusivamente estetica, in molti casi le esigenze da soddisfare sono le più disparate, connesse ad occasioni d’uso specifiche, destinazioni particolari, fattori ambientali atipici e così via.

Per fortuna la tecnologia in questo campo si evolve in maniera piuttosto repentina e i prati di ultima generazione riescono ad accontentare anche le persone più esigenti.

Proviamo a fare un breve elenco di casi in cui l’erba debba avere caratteristiche particolari, cercando di riepilogare le richieste più frequenti che ci giungono dai clienti; ma non dimenticare che, nel caso in cui le informazioni fornite in questa guida non ti sembrino esaustive, puoi visitare la nostra pagina contatti e spiegarci le tua necessità specifica.

  • Erba sintetica drenante. Quello che sembra un concetto quasi scontato in realtà non lo è affatto. Non tutti i prati sintetici sono drenanti e non tutti lo sono in egual misura. Ci sono situazioni in cui si ha la necessità che l’erba sia in grado di assorbire, e drenare appunto, grossi quantitativi di acqua. Ad esempio il motivo potrebbe essere legato ad una particolare posizione geografica (prova a pensare ai Paesi del nord Europa, in cui piove praticamente tutti i giorni dell’anno, o quasi). In questi casi il tappeto erboso deve essere dotato di un maggior numero di fori in grado di far defluire l’acqua rapidamente anche in presenza di piogge torrenziali. L’unità di misura per valutare la capacità di drenaggio è data dal rapporto tra volume di litri per ora, calcolato per ogni metro quadrato. Un drenaggio efficiente è indispensabile per evitare la formazione di allagamenti, pantani e zone fangose. Come nota a margine è giusto precisare, anche se potrebbe sembrare inutile, che la capacità di drenaggio dell’erba è strettamente correlata alla tipologia di superficie su cui essa viene posata. Va da se che c’è una differenza tra un tappeto installato su un terreno, a sua volta drenante, e una piattaforma di cemento, assolutamente ermetico.
  • Erba adatta ai cani. Il cane è il migliore amico dell’uomo, si dice. Sono sempre di più le famiglie che scelgono di condividere la propria vita, e il proprio giardino, con un fedele compagno a quattro zampe. Questo potrebbe causare un problema relativo alla manutenzione del prato sintetico, sottoposto a continui stress oltre che a un incessante calpestio. Per fortuna le soluzioni anche in questo caso non mancano, basta avere le idee chiare e seguire alcuni semplici consigli. Innanzitutto va considerata la forma dei fili. Alcuni prati in commercio hanno fili con una forma diversa da quella tipica, appiattita. In particolare esistono delle varianti di filati a forma di “C” o a forma poligonale (ad esempio come un diamante). Questi fili, se inseriti in un manto dalla densità elevata e dalla struttura compatta, aiutano a prevenire il rapido deterioramento e la necessità di sostituzione a breve termine. Molto importante prestare attenzione anche alla lunghezza dei fili: per un prato sintetico su cui possa correre liberamente un cane sarebbe opportuno non spingersi oltre i 3 cm, così da facilitare la pulizia e diminuire le probabilità di schiacciamento.
  • Erba antitrauma. Una pavimentazione antitrauma può essere utilizzata in molti modi e in contesti diversificati. Ad esempio si presta benissimo per uno spazio destinato ai bambini, in cui installare giochi, scivoli, altalene; sia che si tratti di un luogo pubblico, come un asilo, che di un giardino privato. Allo stesso modo si può immaginare di usare un tappeto di erba sintetica in un luogo in cui si faccia fitness, aerobica o altre attività sportive. La possibilità di avere una superficie morbida, leggera, elastica, antiscivolo, antiurto ed estremamente confortevole appare indispensabile per questo tipo di utilizzo.
  • Erba ibrida. L’erba ibrida altro non è che un’unione di fibre sintetiche con fili veri. Essa viene impiegata soprattutto negli impianti sportivi, specialmente campi di calcio, in cui serve mixare le qualità di un prato vero con la resistenza e la durevolezza dell’erba sintetica. Ecco alcuni esempi fotografici dettagliati che mostrano campioni di prato realizzati con erba ibrida.

 

Posa orizzontale e verticale

macchina erba ibridaAdesso chiudi gli occhi e immagina: grande città, traffico, confusione, smog, grigiore diffuso. Bene, se vivi in un contesto simile a questo, molto difficilmente potrai permetterti il lusso di avere un giardino tutto per te, non ci sono gli spazi disponibili.

Per fortuna la tecnologia si evolve e sviluppa rapidamente nuove soluzioni. Probabilmente hai già sentito parlare di giardino verticale, ovvero un’alternativa più che valida per interrompere la monotonia del grigio, inserendo un tocco di verde sulle facciate degli edifici metropolitani.

I giardini verticali non sono solo molto belli da vedere, ma comportano una serie di ulteriori vantaggi non trascurabili: assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, aiutano a regolare la temperatura fungendo da isolanti, attenuano l’impatto acustico abbattendo i rumori provenienti dall’esterno e, soprattutto, migliorano la condizione psicofisica degli inquilini, favorendo la distensione e il relax.

Detto ciò non si può non tener conto di alcuni piccoli inconvenienti di un giardino verticale fatto di erba vera. Innanzitutto i costi di posa, che possono arrivare anche a 1000€ al metro quadrato nei casi in cui si voglia alternare il prato con piante e fiori. Il costo elevato è assolutamente giustificato dalla necessità di predisporre un sistema di irrigazione interno che innaffi in maniera automatizzata la parete dopo aver ricaricato l‘acqua.

Ovviamente la posa deve essere assolutamente perfetta, impeccabile, per evitare il rischio che si verifichino infiltrazioni nei muri e problemi ben più gravi.

Inoltre da non trascurare i costi di manutenzione, anch’essi piuttosto alti. Il sistema di irrigazione deve essere tenuto costantemente sotto controllo per i motivi che dicevamo poc’anzi; mentre l’erba vera, proprio come se si trovasse su un terreno orizzontale, ha bisogno di essere tagliata di tanto in tanto, con l’unica differenza che difficilmente potrai occupartene agevolmente in prima persona.

Dunque? Immaginiamo ti stia chiedendo quale sia la soluzione ideale per avere un bellissimo giardino verticale. In realtà la risposta è molto semplice. Non devi far altro che pensare ad un prato verticale come se fosse orizzontale, e associare ad esso tutti i vantaggi che l’erba sintetica consente di ottenere.

Basta questo semplice passaggio per vedere i costi di posa verticale scendere drasticamente, dai circa mille euro a metro quadrato ipotizzati in precedenza si può passare senza troppe difficoltà a 100€ mq.

L’erba sintetica, anche se in verticale, non ha bisogno di essere innaffiata né tagliata periodicamente. Inoltre, considerando che difficilmente potrà essere calpestata di frequente, non deve neppure essere rastrellata o manutenuta per evitare che si appiattisca e si schiacci.

Allo stesso tempo, però, con l’erba sintetica si possono creare pareti artificiali di grande effetto, molto belle. Si possono realizzare trame e disegni particolari, su richiesta dell’acquirente.

L’effetto isolamento termico e acustico resta pressoché invariato e, soprattutto, il fatto che l’erba sia artificiale non incide minimamente sulla componente emozionale. Quindi sono garantite le sensazioni benessere e rilassamento, motivo che più di ogni altro spinge a voler costruire un giardino verticale.

Naturalmente il momento della posa è comunque molto importante, bisogna preparare in maniera adeguata la superficie sottostante e assicurarsi che il lavoro sia svolto a regola d’arte per non sfidare le leggi di gravità e correre il rischio di cedimenti improvvisi.

In aggiunta, per garantire un effetto estetico ottimale, è preferibile scegliere un’erba che abbia fili abbastanza lunghi, almeno sui 4 centimetri. Mentre le tonalità di colore dovranno essere decise in funzione dell’esposizione delle singole pareti ai raggi solari, dal momento che un diverso livello di esposizione può far apparire i colori più o meno accesi.

 

Dove si impiega l’erba sintetica

Quali sono le principali destinazioni d’uso per un tappeto d’erba d’artificiale? Dove si impiega? A che scopo?

Per rispondere a queste domande è necessario partire da una distinzione originale e affermare che, al di la di sporadiche circostanze irrilevanti, un prato fatto di erba sintetica viene creato per uso decorativo, uso sportivo, o in sostituzione dei comuni tappeti antiurto fatti con materie plastiche.

 

Impianti sportivi

Partiamo dai casi in cui si decida di usare l’erba sintetica per gli impianti sportivi. Abbiamo volutamente usato il plurale perché sono davvero molti gli sport in cui si può decidere di zollare o rizollare un campo con erba artificiale. Comunissimi i campi da calcetto, ma non meno importanti sono i campi da hockey, calcio, rugby, football o campi polivalenti e multifunzionali. Prima di analizzare le caratteristiche che deve avere l’erba per uso sportivo vogliamo proporti un breve confronto tra un campo di questo tipo e un campo vecchio stile, cioè ricoperto di erba naturale.

 

Campo in erba sintetica o erba naturale

Centro Sportivo Rosolini | erbasintetica.itAbbiamo detto che i materiali più usati nella realizzazione del manto di un campo da calcio sono l’erba naturale, in cima alle preferenze dei calciatori professionisti, e quella sintetica, spesso impiegata nella realizzazione dei campi da calcio a 5 o a 7, soprattutto perché, come vedremo, richiede minore manutenzione.

La manutenzione è il principale disincentivo all’utilizzo di materiali naturali, poiché essa deve essere fatta di frequente e adattarsi alle esigenze del calendario sportivo.

Tra i principali fattori che danneggiano il manto erboso ricordiamo l’uso intenso e prolungato nel tempo, la scarsità di elementi nutrizionali, l’attacco di malattie e parassiti,  nonché la quasi totale assenza di luce solare, tutti fattori che non incidono affatto sull’integrità di un manto erboso sintetico.

L’erba naturale deve obbligatoriamente essere tagliata, uno o due volte a settimana in base alla stagione, ad un’altezza compresa tra i 25 e i 35 millimetri, trattata per prevenire le malattie e la permeabilità del terreno, pulita, fertilizzata e annaffiata (molto più spesso d’estate che d’inverno), e infine rizollata quando occorre, più altri interventi sporadici per eliminare l’eccessiva compattezza del suolo.

È chiaro che tutti questi interventi prevedono di un investimento annuo molto oneroso, compreso orientativamente tra trentamila e centocinquantamila euro.

Al contrario la manutenzione dell’erba sintetica è molto meno costosa. In parte ciò dipende ovviamente dal materiale di realizzazione, il polietilene, molto durevole, resistente all’usura e alle condizioni climatiche avverse, come gelo e raggi UV. L’irrigazione è solo occasionale, circoscritta ai periodi più caldi, per abbassarne la temperatura, il che comporta un notevole risparmio di acqua.

La manutenzione ordinaria consta essenzialmente di un’attenta pulizia, con macchine spazzolatrici o soffiatrici, e dell’apporto di sabbia e granulato per mantenere costanti gli intasamenti.

 

Ad ogni campo la sua erba

DSCF2022Uno sport in cui l’erba artificiale la fa ormai da padrona è senza dubbio l’hockey su prato. La motivazione di questa decisa virata verso un prodotto non naturale risiede soprattutto nelle dimensioni non eccessive del campo di gioco, che consentono costi di installazione relativamente bassi. Questi ultimi, uniti ad una manutenzione sporadica e poco impegnativa, consentono di avere un terreno perfetto per passaggi veloci e un controllo preciso della palla senza particolari sforzi.

L’erba artificiale per hockey dovrebbe avere una fibra di forma ellittica, con una sezione a lente e dall’effetto arricciato. Queste caratteristiche assicurano un’assoluta uniformità della superficie non direzionale e dall’eccezionale durabilità.

La pavimentazione Hockey Gold risponde pienamente a tutte le esigenze descritte, ed è inoltre disponibile con riempimenti a base d’acqua o di sabbia, per soddisfare ogni necessità.

Il football, invece, è uno sport non molto praticato nei paesi europei. Si tratta di una disciplina sportiva diffusa negli Stati Uniti, per alcuni versi simile al nostro rugby, almeno nei suoi concetti base.

In ogni caso sono disponibili soluzioni ad hoc per entrambi questi sport, nei quali la sollecitazione è forte e le scivolate sono molto frequenti. A causa dello stress intenso, nel rugby giocato su campi di erba naturale, si verificano di frequente situazioni di zone fangose o parti di campo totalmente prive d’erba. Ciò naturalmente non favorisce la giocabilità e lo spettacolo, oltre a mettere in pericolo la salute dei giocatori, che possono farsi male molto più facilmente.

La pavimentazione XTR e la pavimentazione XM, ad esempio, cercano di rispondere a queste necessità sviluppando un sistema di intaso misto, a due strati, con gomma SBR nobilitata e sabbia silicea. Questo consente di aumentare la morbidezza e favorire l’ammortizzazione.

Anche le pavimentazioni Optimum sono progettate allo stesso scopo. Hanno una fibra monofilamento morbida e resistente che deve essere longeva e duratura. A questo si unisce un processo di estrusione d’avanguardia, un processo di intasamento a tre strati e la sezione concava e nervata della fibra, che conferisce alla stessa anche un aspetto naturale.

Una ulteriore caratteristica importante, spesso necessaria per i campi da rugby, è la presenta si tappeti elastici, inseriti al di sotto del manto erboso, per tutta la sua estensione. I tappeti elastici aiutano ad ammortizzare le cadute degli atleti, spesso rovinose. Nonostante essi agiscano in maniera quasi impercettibile, però, hanno anche un punto a sfavore. Alcuni professionisti hanno infatti manifestato l’insorgere di piccoli dolori alla schiena dopo lunghi periodi di allenamento su campi equipaggiati in questo modo. La correlazione tra i due fenomeni potrebbe anche essere casuale, ma le ricerche di continui miglioramenti in questo campo si concentrano proprio sul tentativo di migliorare ogni piccola, eventuale, controindicazione.

La soluzione Classic HD, ad esempio, prevede tra le varie opzioni la presenza di un sotto-tappeto elastico in combinazione con il classico intaso (gomma nobilitata o termoplatico). Questa combinazione è consigliata per i campi polivalenti o i campi destinati al gioco sia di calcio che di hockey, non necessaria, invece, per i piccoli campi da calcetto coperti.

Parlando di strutture sportive polivalenti si apre un mondo a parte, poiché quando ne parliamo non ci riferiamo solo ai campi di allenamento dove si allenano e giocano professionisti di discipline sportive differenti. Un campo polivalente potrebbe essere anche quello di un istituto scolastico o di un oratorio.

Tutti gli esempi citati hanno un’importante caratteristica in comune: gli altissimi livelli di stress e di usura a cui viene sottoposto il prato. Oltre naturalmente alla necessità di una zollatura che non sia adatta esclusivamente ad una disciplina a discapito delle altre. Ecco perché, tra le alternative disponibili, puoi dare un’occhiata alla pavimentazione F360, dalla sezione concava e nervata e da uno spessore di 360 micron studiato per garantire massima durabilità (fino a 150.000 cicli testati in laboratorio).

Uno sport in cui il rimbalzo della palla costituisce una variabile determinante è il tennis. La dimostrazione di quanto appena detto sta nel fatto che il tennis prevede diversi circuiti internazionali divisi in base alla superficie di gioco, in erba, terra battuta o cemento. Inoltre, come se non bastasse, tutti i più grandi atleti di questa disciplina non riescono ad eccellere indistintamente sulle varie superfici, ma si specializzano per essere i migliori in ognuna di esse. Celeberrima la supremazia dello spagnolo Nadal sulla terra battuta, ad esempio, poiché gli consente di sprigionare tutto il suo strapotere fisico durante il match. Allo stesso tempo sono state davvero poche lo soddisfazioni di Nadal su campi da gioco più “tecnici”, come quelli in erba, dove si distinguono tra gli altri le giocate di Roger Federer o Nole Djokovic.

Tutto questo preambolo serviva a farti capire quanta importanza possa avere la fattura di un tappeto di erba sintetica destinato a questo scopo. La velocità di gioco su un campo da tennis in erba sintetica è molto simile a quella del cemento, ma allo stesso tempo la superficie risulta essere più elastica, garantendo alla palla un rimbalzo leggermente più ampio, simile alla terra rossa. Un’ulteriore curiosità che riguarda quasi esclusivamente il tennis, tra tutti gli sport giocati a livello professionistico, è la colorazione dei prati. Spesso infatti, i campi da tennis hanno un manto erboso di colore rosso o blu.

DSCN5832Ma veniamo allo sport più amato e diffuso in Italia: ovviamente parliamo del calcio.

Come abbiamo detto nel primo paragrafo ci sono sempre state molte ritrosie e dubbi da superare prima di accettare l’idea che un campo da calcio potesse essere coperto con erba sintetica. Al di la delle prime timide sperimentazioni, degli impianti realizzati e poi ritenuti inutilizzabili, delle iniziative promosse unilateralmente a livelli dilettantistici, da qualche anno siamo di fronte ad un passaggio fondamentale verso l’utilizzo dell’erba sintetica nei campi da calcio, ad ogni livello professionale.

Se in passato, infatti, la quasi totalità dei campetti di periferia, in cui si gioca a calcetto per divertimento, con gli amici, avevano tappeti artificiali; oggi esistono grandi stadi sparsi per il mondo che sfruttano questa tecnologia, con risultati giudicati eccellenti anche dagli addetti ai lavori.

Un passaggio importante è stato segnato grazie all’approvazione di alcune normative specifiche, linee guida per le caratteristiche tecniche dell’erba da installare nei campi in cui si giocano manifestazioni ufficiali. Il più importante è il regolamento LND standard, omologazione per tutti i campi da calcio destinati ad ospitare i campionati F.I.G.C. sino alla serie “D” e S.G.S.

Per quanto concerne le peculiarità realizzative di un manto ad uso professionale dobbiamo dire che non si può prescindere da una resistenza ottimale e da una lunga durata anche in condizioni di stress (dovuto ai molteplici allenamenti quotidiani), il tutto deve essere accompagnato da un aspetto estremamente naturale. Inoltre non possono essere tralasciate la stabilità e la sicurezza degli atleti, sulle quali incide in maniera particolare la tipologia di riempimento. Uno dei migliori è quello a tre strati successivi costituiti da sabbia, da una miscela di sabbia e gomma SBR criogenica, rinvenibile nella pavimentazione Optimum 63 patented.

Ugualmente performante è anche la pavimentazione F360XL, ma il top della qualità per un tappeto di erba sintetica professionale è la pavimentazione Purefill.

Questa erba rappresenta la soluzione organica di più alto livello con il suo intaso di granuli di sughero organico e sabbia. Il sughero, completamente naturale, viene raccolto dalla quercia ogni nove anni, ha un’eccezionale capacità di assorbimento degli urti, elasticità e resistenza al fuoco.

A prescindere dalla tipologia di campo e dal livello di qualità dell’erba su di esso installata, esiste la possibilità di realizzare delle coperture che vadano a chiudere la struttura.

Generalmente le coperture per impianti sportivi in erba sintetica sono pensate per le strutture più piccole, quali possono essere un campo da calcetto o da tennis; di rado si immagina di coprire in maniera fissa o semi permanente un intero stadio (sebbene esistono alcuni campi di ultima generazione che sono provvisti di un sistema di chiusura meccanico di tutta la volta superiore).  

L’obiettivo principale di chi sceglie una soluzione di questo tipo è ovviamente legato alla fruizione del campo di gioco in ogni momento dell’anno.

In alcuni casi si preferisce orientarsi verso una struttura fissa, che resti montata dodici mesi su dodici; in altri, invece, si può decidere di installare una struttura temporanea per i mesi invernali e lasciare il campo scoperto durante la bella stagione.

Le coperture fisse possono a loro volta essere geodetiche, sorrette da archi di acciaio che formano un reticolato interno, o tensostatiche, la cui struttura portante ad archi può essere sia in acciaio che in legno, ma sufficientemente resistente da sopportare senza problemi le condizioni meteorologiche più avverse, come neve o vento forte. Le coperture tensostatiche sono fatte per essere permanenti.

Per chi, come dicevamo, voglia una soluzione provvisoria e limitata nel tempo, esiste la possibilità di coprire il campo in poche ore (dalle 24 alle 36) con una struttura pressostatica.

Tutte queste possibili soluzioni hanno come caratteristica comune un telo in pvc superiore che, se di qualità, deve essere resistente al fuoco, alle muffe, ai funghi e prevenire la formazione di condensa.

 

Scarpe da calcio per l’erba sintetica

Centro Sportivo Santa SofiaTutte le persone che giocano o hanno giocato a calcio almeno una volta nella propria vita, ma anche coloro che sono semplicemente appassionati “da divano”, sanno bene che uno degli accessori imprescindibili per praticare questo sport, ad ogni livello, sono delle buone scarpe da calcio, adatte al contesto in cui si devono utilizzare. Già, proprio così. Anche se sei un profano assoluto della materia non crediamo di svelarti un segreto clamoroso dicendoti che la resa di una scarpa da calcio dipende moltissimo dalla tipologia di terreno di gioco.

Proprio in questa ottica le diverse case produttrici hanno cercato di sviluppare in maniera sostanziale i modelli di scarpe nel corso degli anni. Il che è positivo non solo per il miglioramento dei gesti tecnici dei calciatori, ma anche per evitare il verificarsi di situazioni in cui sia davvero impossibile giocare. Prova ad immaginare le differenze che possono esserci tra un campo sterrato e un campo d’erba, tra l’erba naturale nel periodo estivo ed in quello invernale (quando deve subire l’azione erosiva del freddo gelido o delle forti piogge) o, ancora, tra un campo in erba naturale ed un in erba sintetica.

Ecco, a questo punto avrai sicuramente colto il punto del nostro discorso. Se prima abbiamo detto che ogni campo può avere un manto erboso diverso, ora ti diciamo senza mezzi termini che ogni erba ha bisogno di una differente scarpa da calcio.

È impossibile immaginare di correre liberamente senza rischiare di scivolare in continuazione, e farsi male, con un paio di scarpette indoor su un campo di erba bagnata. Allo stesso modo si può incorrere in seri problemi di mal di schiena indossando scarpe con tacchetti su di un campo in terra battuta molto compatto.

Come vedi il discorso è piuttosto ampio e di sicuro non riguarda tutti i calciatori. È molto improbabile che un giocatore amatoriale non abbia la disponibilità, ma soprattutto la necessità, di dover acquistare tanti modelli di scarpe da calcio. Diverso il discorso per chi gioca in maniera professionale o semi professionale, in questo caso, infatti, sarebbe bene tenere in debita considerazione le caratteristiche dei diversi modelli, che andremo ora ad analizzare.

L’aspetto che prenderemo in considerazione è quello legato alle caratteristiche della suola e dei tacchetti (dove presenti), ovvero quelle parti che vengono direttamente in contatto con il tappeto d’erba. Andiamo a vedere quali sono le possibili alternative disponibili sul mercato.

  • Scarpe firm ground. Ideali per terreni compatti, di media consistenza, naturali (sia in terra che in erba). Queste scarpe possono avere 11, 13 o 15 tacchetti in plastica dura, per la precisione in poliuretano, con altezza media.
  • Scarpe hard ground. Possono anche essere definite multi ground, poiché si adattano bene a diverse superfici, sempre che esse siano dure. Esse si fanno preferire anche in caso di campo ghiacciato grazie ai tacchetti più numerosi e meno duri rispetto alle firm ground.
  • Scarpe artificial ground. Come si evince dal nome queste scarpe sono perfette per i campi in erba artificiale. L’erba artificiale di ultima generazione è più morbida rispetto a quella prodotta fino a qualche anno fa, quindi necessita di una scarpa con tacchetti molto numerosi e piccoli, non troppo alti.
  • Scarpe soft ground. Hanno caratteristiche diametralmente opposte rispetto alle artificial ground: pochi tacchetti (6 o 8), molto alti, duri, spesso realizati in alluminio. L’utilizzo ottimale di questi modelli è su campi decisamente morbidi, anche fangosi, in cui è necessario che il piede affondi bene per avere una trazione e un equilibrio giusti.
  • Scarpe turf, dove turf sta proprio per erba sintetica. Queste sono le comuni scarpe che si scelgono per le partite di calcetto (a 5 o a 7) su campi scoperti. I tacchetti sono ancora più numerosi e morbidi rispetto alle artificial ground.
  • Scarpe indoor. Il nome ci suggerisce che esse sono perfette per giocare su campi di calcetto coperti, in cemento o parquet. Le scarpe indoor non hanno tacchetti ma una semplice suola in gomma aderente.

Erba sintetica per le abitazioni private e i luoghi pubblici

Giardini d'Arredo e LandscapeDopo questo ampio approfondimento dedicato all’erba sintetica usata nelle strutture sportive, con tutte le relative sfaccettature ed occasioni d’uso, passiamo alle altre due situazioni in cui si può decidere di installare un manto artificiale, ovvero nella propria abitazione privata o nei luoghi pubblici.

In entrambi i casi l’erba viene scelta e posizionata in virtù della sua funzione decorativa.

Se pensi al connubio abitazione privata – erba sintetica è quasi inevitabile che la mente vada verso un bellissimo giardino, sogno più o meno proibito di chiunque viva in una villetta indipendente. Questo impiego, come abbiamo detto in precedenza, è sempre più diffuso e apprezzato, ma non è l’unico possibile nell’ambito privato.

Oltre all’erba per il giardino, infatti, esistono ad esempio varianti del soffice manto artificiale impiegate nell’arredamento delle terrazze. Ovviamente sarebbe opportuno che lo spazio a disposizione fosse abbastanza grande, ma solo ad immaginare il piacere di  crearti un angolo di paradiso in piena città, un’area verde personale dove posizionare una sdraio e prendere il sole, o leggere un buon libro e riposare dopo il lavoro.

Certo, sappiamo bene cosa stai pensando: “se proprio devo sognare preferisco che sia tappezzato d’erba sintetica il bordo della piscina”! Beh, ovvio, se hai una piscina o progetti di averne una non puoi fare a meno di valutare l’erba artificiale per il tuo bordo vasca. In questo caso potresti avere il duplice vantaggio di aggiungere un tocco d’eleganza non indifferente alla praticità e sicurezza di un bordo vasca completamente antiscivolo.

Ci sono poi quelle persone particolarmente estroverse, o esigenti, che scelgono di arredare anche zone interne della casa con un prato finto, o sono abbastanza ricche da potersi permettere una zona dedicata al minigolf nella propria abitazione.

Alcune delle ipotesi che ti abbiamo appena prospettato sono perfettamente riproducibili anche in un luogo pubblico equivalente. Anzi, spesso nei luoghi pubblici sono addirittura più diffuse. Pensa ad esempio all’erba per il bordo delle piscine; quasi tutte le strutture pubbliche ricorrono a questa soluzione per ovviare a problemi di manutenzione tipici di una piscina prettamente estiva. Anche i costi di gestione aumenterebbero notevolmente se ci si dovesse occupare della cura del prato anche nei mesi di chiusura invernale.

Questo non è comunque il solo esempio. L’erba artificiale trova largo impiego anche nei parchi pubblici, nelle zone di città in cui si voglia conferire eleganza e stile all’arredo urbano, negli stand e nelle fiere di ogni genere.

Altre situazioni che vale la pena menzionare sono quelle relative alle aree esterne di alcuni locali pubblici o aziende (ingressi, parcheggi, aiuole, marciapiedi, zone relax, sale all’aperto di ristoranti e bar), tutti casi in cui il prato sintetico serve a valorizzare e a conferire prestigio agli occhi della clientela.

In ultimo ricordiamo che l’erba artificiale viene usata anche nelle scuole e nelle aree gioco (o parchi gioco), dove i bambini possono divertirsi, praticare sport e  stare all’aperto in tutta sicurezza grazie al fatto che questa pavimentazione è soffice e antishock, in grado di attutire tutte le cadute.

 

Perché scegliere l’erba sintetica

Giardini d'Arredo e LandscapeIn questo paragrafo cercheremo di ragionare sulle situazioni in cui realmente conviene scegliere un prato in erba sintetica rispetto a quello in erba naturale. Ovviamente non sempre questa scelta risulta essere quella vincente e ottimale, ogni contesto deve essere valutato in maniera dettagliata sulla base delle condizioni ambientali, della disponibilità e soprattutto delle preferenze di chi deve acquistare.

Partiamo col chiarire un concetto basilare. Se sei appassionato di giardinaggio, hai molto tempo da dedicare al tuo prato o hai la fortuna di poterti permettere un giardiniere full time, forse dovresti pensarci bene prima di valutare l’erba artificiale, potrebbe non essere la scelta adatta a te.

Ci permettiamo di aggiungere alcune variabili a questa semplice considerazione, variabili che possono spostare gli equilibri della valutazione. Per apprezzare al meglio l’erba naturale del tuo giardino sarebbe opportuno, ad esempio, che non avessi problemi di infestazioni di insetti; per chi abita nei pressi di un corso d’acqua le stagioni più calde possono essere un vero calvario da questo punto di vista, il giardino potrebbe diventare un parco giochi per zanzare, mosche e formiche.

Anche la posizione geografica conta. Una zona troppo calda o troppo fredda potrebbe rappresentare la morte inevitabile per l’erba naturale. Per quanto tu possa impegnarti nella operazioni di cura nulla potrai contro un sole cocente o una gelata improvvisa che si abbattono sul tuo giardino.

Altre volte potrebbero subentrare problemi di salute a mettersi di traverso. Niente di grave, ci mancherebbe, ma vuoi mettere il piacere di poter stare steso sul prato, se hai un’allergia da fieno, senza dover necessariamente starnutire ogni dieci secondi.

Bene, se tutti questi inconvenienti non ti riguardano e sei un irriducibile supporter dell’erba naturale, allora forse è il caso di continuare a curare quella.

Prima di prendere la tua decisione definitiva, ti consigliamo comunque di leggere il breve elenco di vantaggi e svantaggi legati all’utilizzo di un prato sintetico, sicuramente ti aiuterà ad avere le idee più chiare e a comprendere a fondo pregi e difetti di questa soluzione.

 

Vantaggi e svantaggi dell’erba sintetica

Partiamo dalla lista dei punti di forza comuni a tutti i manti erbosi artificiali:

  • prato sempre in ordine
  • pulizia semplice e immediata
  • assenza di zone fangose o allagate
  • asciugatura rapida dopo una pioggia
  • rispetto dell’ambiente grazie al risparmio di acqua e al non necessario utilizzo di pesticidi e diserbanti
  • grande pregio estetico
  • valore aggiunto per la casa, anche in termini economici
  • manutenzione scarsa o quasi nulla, il che vuol dire anche risparmio di tempo e denaro

Per quanto concerne i punti di debolezza, quindi gli svantaggi di una scelta orientata sull’erba sintetica, dobbiamo necessariamente fare un’importante premessa. Molti dei contro che andremo a riassumere sono strettamente collegati alla qualità del manto erboso scelto, di conseguenza possono essere evitati con una valutazione approfondita e consapevole, ma soprattutto con un investimento che non sia “al risparmio”, bensì lungimirante. Detto ciò andiamo a vedere quali brutte sorprese può nascondere un giardino artificiale.

  • Rischio di scoloritura, soprattutto nel lungo periodo, dopo anni di esposizione ai raggi UV.
  • Appiattimento, schiacciamento e perdita di flessibilità dei fili d’erba.
  • Surriscaldamento eccessivo. Anche se lo stesso può essere facilmente combattuto con una rapida spruzzata d’acqua.
  • Zolle non uniformi o fuori sede, ovvero la conseguenza di una posa non effettuata a regola d’arte.

In ogni caso, per prevenire tutti questi problemi, è preferibile anche verificare le garanzie (e la loro durata) offerte dal rivenditore al momento dell’acquisto.

 

Rinforzare l’erba naturale con quella sintetica

erba ibrida performanceL’operazione di rinforzo è sfruttata prevalentemente su quei prati sottoposti ad intenso utilizzo, con conseguente rischio di rapida usura.

Nei campi da calcio, da rubgy, da baseball, così come nelle arene dove si tengono di frequente concerti o altre manifestazioni ripetute in tempi piuttosto ravvicinati, si può prendere in considerazione l’idea di investire sull’inserimento dell’erba sintetica nella struttura naturale d’origine.

Questa soluzione può essere considerata alternativa alla rizollatura del terreno con tappeti di erba artificiale super professionale, perché può garantire risultati simili da un punto di vista qualitativo. Infatti dopo che sono state impiantate  le fibre artificiali,  esse si saldano con le radici dell’erba naturale ancorano il campo irrobustendo la struttura nel suo complesso.

In questo modo si prolunga la vita del campo di gioco, aumentando di almeno tre volte il numero di ore di utilizzo prima della dismissione. Altro aspetto positivo è l’aumento della capacità di drenaggio, quindi di assorbimento dell’acqua senza pantani in caso di forti piogge.

Infine, non perché meno importante, il risparmio economico dovuto alla ridotta necessità di operazioni di manutenzione e al rinvigorimento dell’erba naturale, destinata a una più rapida ripresa vegetativa.

Operazioni di manutenzione

Nel corso di questa guida abbiamo fatto riferimento così tante volte alle operazioni di manutenzione che crediamo sia giunto il momento di fare chiarezza al riguardo. Ti illustriamo ora, in maniera sintetica, le principali differenze che caratterizzano queste procedure, andando a confrontare l’ipotesi in cui tu debba gestire un prato vero o uno sintetico.

Quelle descritte di seguito sono comunque delle ipotesi “limite”, molto più frequenti nei campi da calcio che non in un giardino provato, ma ti aiuteranno ugualmente a chiarirti le idee sulle differenze tra le due alternative.

 

Manutenzione prato in erba naturale

In più occasioni abbiamo specificato che il manto in erba naturale ha bisogno di maggiori cure e costanti interventi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, per ripristinare il suo originale splendore dopo un periodo di prolungato utilizzo.

Nello specifico il processo di mantenimento deve prevedere i seguenti step:

  • Concimazione serve ad agevolare la crescita dell’erba.
  • Carotatura consiste nel praticare fori nel terreno. I fori sono fatti con macchinari specifici e servono a contenere il danno provocato alla pianta dal calpestio continuo.
  • Sabbiatura è un’operazione con la quale si tappano le buche createsi sul terreno con lo spargimento di sabbia per tutta l’estensione del prato.
  • Trasemina serve a riseminare, con l’ausilio di seminatrici ad hoc, le zone molto danneggiate in cui l’erba è stata del tutto rimossa dal logorio del tempo.
  • Irrigazione che deve essere costante non solo dopo la semina, per agevolare la germinazione del seme, ma anche nei periodi più caldi per evitare che l’erba secchi.
  • Taglio dell’erba ha una cadenza temporale diversa, che varia a seconda del periodo dell’anno. Il periodo di attesa tra un taglio e l’altro può variare da “un mese” fino a “più volte a settimana”.

 

Manutenzione campo in erba sintetica

progetto campo di calcio a 7 erba sintetica sportivaAnche se il manto in erba sintetica richiede una gestione molto più blanda rispetto a quello naturale, ciò non vuol dire che non necessiti di piccoli interventi di mantenimento per sfruttarlo al meglio e prolungarne la durata.

Per la manutenzione ordinaria è sufficiente munirsi di spazzole con setole in fibra sintetica e rastrellare il prato di tanto in tanto. L’ideale sarebbe una spazzolatura ripetuta due o tre volte al mese nei mesi di maggiore utilizzo, una volta al mese negli altri periodi.

Quando fa molto caldo è inoltre necessario innaffiare ogni tanto il manto per ridurre la temperatura dell’erba sintetica.

Ultimo aspetto che vogliamo evidenziare è quello relativo all’intaso. Chi ha scelto un prato con intaso deve considerare la possibilità che una parte del materiale usato per intasare potrebbe andar via in seguito alle spazzolature. Per questo motivo si potrebbe considerare, dopo un lungo periodo, di integrare l’intaso, al fine di favorire l’originale tenuta dei fili d’erba.

 

La posa dell’erba sintetica

A meno che non si tratti di una superficie molto grande per scopi professionali, quale può essere un campo da calcio, le operazioni di posa di un manto in erba sintetica non sono difficilissime da realizzare.

Se hai manualità e dimestichezza col fai da te potresti pensare di acquistare tutto l’occorrente e installare da solo il tuo buono giardino.

Detto ciò vogliamo anche chiarire che lo sconsigliamo vivamente a chi non si senta davvero in grado di farlo. In primo luogo perché si rischia di ottenere un risultato scadente e, nel tentativo di risparmiare, non si fa altro che sprecare i soldi spesi per l’acquisto di tappetini e materiali vari.

In secondo luogo bisogna considerare che, anche su un prato di piccole dimensioni, disporre di macchinari specifici per compiere alcuni passaggi, può fare la differenza tra un risultato di qualità e uno approssimativo. È chiaro che i privati non hanno convenienza a comprare alcune attrezzature specifiche e credono di poter sopperire facendo tutto a mano. Ma non sempre è possibile se si ambisce all’eccellenza, ad un risultato perfetto.

Fatta questa premessa andiamo a vedere quali sono le operazioni che contraddistinguono un lavoro di posa, sia esso realizzato da esperti o da intraprendenti amanti del “fai da te”.

  1. La primissima cosa da fare per aver un buon risultato è preparare il fondo in maniera impeccabile. Questo vuol dire: rimuovere le erbacce, usare diserbante per evitare che rinascano, compattare bene il terreno, livellarlo e dargli una pendenza adatta a favorire il deflusso delle acque in eccesso.
  2. Sebbene non sia obbligatorio consigliamo vivamente l’utilizzo di un telo in tessuto TNT geotessile. Serve sia per impedire che la sabbia usata come intaso possa ostruire i fori del manto erboso, sia per evitare che eventuali erbe o altri elementi del suolo possano rovinare il tappeto.
  3. Stendere uno strato di ghiaia o di sabbia per aumentare il drenaggio verticale. In questo caso consigliamo la ghiaia, a patto che abbia una diametro ridotto e sia lavorata in maniera da non presentare lati appuntiti. Naturalmente la ghiaia deve essere rifinita e livellata con l’aiuto di una piastra vibrante e di un rullo manuale.
  4. Posizionare i rotoli di erba artificiale. I rotoli devono essere stesi con precisione e ritagliati nei punti in cui dovessero presentarsi degli ostacoli o delle irregolarità impreviste.
  5. Nei punti di giunzione tra un rotolo e l’altro si deve inserire una banda di giunzione.
  6. A questo punto si può procedere con la stesura della colla sulla banda di giunzione. La stesura deve essere fatta con una spatola che distenda il prodotto in maniera uniforme.
  7. Finalmente i rotoli possono essere incollati. Le procedure di incollaggio non ammettono errori, devono essere precisissime perché una volta fissato il tappeto non può essere spostato senza correre il rischio che si rovini.
  8. Ci siamo quasi. Dopo aver ancorato il manto non resta che stendere uno strato di sabbia (a altri materiali previsti) per l’intaso. Come detto per la ghiaia del fondo, anche la sabbia può essere stesa a mano o grazie all’ausilio di una spazzola a motore.

A questo punto il prato in erba sintetica è pronto per essere goduto. Ma prima di passare al paragrafo successivo vogliamo presentarti un’altra ipotesi: quella in cui il tappeto, per necessità o gusti, debba essere posizionato su una superficie rigida (come piastrelle o cemento). In questo caso bisogna fare molta attenzione alle operazioni di fissaggio, per le quali spesso si preferisce un nastro biadesivo alla colla, a soprattutto bisogna tener conto che la capacità di drenaggio risulta necessariamente inferiore rispetto ad un terreno non pavimentato.

 

I prezzi

Giardini d'Arredo e LandscapeEccoci giunti al momento clou. Se hai evitato di leggere il resto delle indicazioni per avere direttamente informazioni chiare sui prezzi forse resterai deluso. Purtroppo non possiamo fornirti una valutazione univoca e definitiva perché, come abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, sono davvero troppe le variabili che possono incidere sul prezzo.

A seconda delle tue esigenze e dell’uso cui è destinata il prezzo dell’erba può variare dai 4€ fino ai 70-80€ al metro quadrato, senza considerare le spese per il montaggio.

Alcune domande frequenti più qualche consiglio finale

  • Quanto dura un prato in erba sintetica?

La durata dipende dalle condizioni atmosferiche e dalla frequenza di utilizzo. Diciamo che in un giardino privato può durare anche molti anni, senza troppe difficoltà, in una struttura sportiva ha bisogno di molte cure per resistere nel tempo.

  • È difficile da pulire?

Assolutamente no. Basta usare l’acqua nella maggior parte dei casi. Quando lo sporco è molto ostinato (se ad esempio c’è un cane che utilizza il prato di frequente) possono anche essere impiegati dei detergenti.

  • Si scolorisce al sole?

Le moderne tecnologie tendono a ridurre questo rischio, ma nel lungo periodo (almeno 8 anni) lo scolorimento è inevitabile. Vengono rilasciate apposite garanzie per i casi in cui l’effetto si presenti prematuramente.

  • Le talpe, o altri animali del sottosuolo, possono danneggiare l’erba?

Il rischio che ciò accada è davvero molto basso per due ordini di ragioni. Innanzitutto perché l’erba è fissata su un tappetino difficile da bucare per qualsiasi animale, poi perché c’è un’ulteriore protezione installata direttamente sul terreno, il telo in TNT geotessile.

Per mantenere l’erba sintetica in condizioni ottimali sono inoltre necessari alcuni piccoli accorgimenti, come evitare di gettare oggetti o prodotti infiammabili, ad esempio le sigarette accese, non bloccare i canali di drenaggio e non impiegare gesso o vernici spray per la marcatura del campo.

Assicurati che il materiale scelto per l’intaso non sia tossico. Molte volte si tende a preferire un intaso fatto con pneumatici riciclati al posto della sabbia o di altri materiali, senza considerare però che gli pneumatici, se non sottoposti ad adeguati trattamenti, contengono sostanze pericolose come i metalli pesanti.

In ultimo vogliamo darti un consiglio forse scontato ma da non sottovalutare: verifica sempre ogni singolo aspetto prima di acquistare, fai domande per assicurarti della professionalità, chiedi informazioni sulla garanzia e, soprattutto, chiedi di poter toccare con mano i campioni delle erbe in vendita. Nulla può darti un’idea migliore di questa prova sulla effettiva qualità e sulle fattezze del prodotto che installerai nel tuo giardino.